La Fabbrica Europa, festival internazionale giunto alla XIX edizione, presenta dal 3 al 13 maggio a Firenze, un programma vario e articolato, ricchissimo di prime nazionali e creazioni originali, tra cui lo spettacolo di apertura BÊT NOIR di Wim Vandekeybus (Teatro della Pergola, 3 maggio, h 21.15).
Dal suo centro catalizzatore storico, la Stazione Leopolda, si dirama nella città di Firenze con eventi in altri spazi e con azioni performative che interessano piazze, strade, scorci rinascimentali e snodi urbani. L’obiettivo è quello di dar vita a una vera e propria mappa del contemporaneo tesa ad allargare l’azione culturale e a coinvolgere oltre al già numeroso pubblico del festival anche i cittadini solitamente distanti dai linguaggi artistici.
Così, alla stazione Leopolda il pubblico può scoprire le più recenti e interessanti espressioni contemporanee, nazionali e internazionali, della danza, della musica, del teatro con eventi e performance declinati da artisti riconosciuti o emergenti che segnano le coordinate di una geografia creativa della città. Il concetto è la mobilità dell’arte, intesa come movimento, transito, viaggio, tanto transnazionale (tra Paesi europei, ma non solo) che interculturale (con incontri e scambi tra identità diverse), ma anche temporale e intergenerazionale (con particolare attenzione al rapporto Maestri e giovani).
Inoltre trova spazio per tutta la durata del festival un progetto speciale, POST ELETTRONICA, ideato e curato da Valentina Gensini e Letizia Renzini, che indaga i territori indefiniti ma sempre più floridi della sperimentazione “post-elettronica”, in un tributo a John Cage, intende rilevarne l’eredità contemporanea: artisti che provengono da diverse parti del mondo e che hanno in comune un uso drammaturgico e gestuale






