LE ECCELLENZE DI FIRENZE
Luoghi unici al mondo che hanno fatto la storia del Made in Italy nel mondo, ma forse non molti sanno che sono originali Made in Florence!
Officina Farmaceutica di Santa Maria Novella – Lasciatevi affascinare dagli affreschi, dai vecchi arredi, dagli strumenti e prodotti unici in una delle più antiche e famose farmacie al mondo con oltre sette secoli di storia alle spalle! Un po’ negozio, un po’ museo, un luogo che non mancherà di stupirvi e di cui conserverete a lungo il ricordo. Qui è stato creato il primo profumo della storia, che Caterina de’ Medici andando in sposa a Enrico II di Francia portò con sè a corte.
Museo della Scarpa “Salvatore Ferragamo” – Una visita particolarmente interessante è quella al museo della scarpa di Salvatore Ferragamo, stilista italiano famoso in tutto il mondo che ha avuto l’onore e l’onere di “fare le scarpe” alle donne più famose della sua epoca: Gloria Swanson e Claudette Colbert sceglievano scarpe classiche; Marlene Dietrich invece chiedeva soltanto modelli di tendenza, che portava al massimo due volte. Ferragamo aveva capito l’influenza che la scelta della scarpa ha sulla psicologia della donna e fin dall’inizio della sua carriera aveva offerto alle proprie clienti la possibilità pressoché infinita di trovare sempre il modello adatto per ogni situazione o umore. La collezione (selezionata tra più di 14.000 esemplari presenti in archivio) documenta l’intero arco di attività di Salvatore Ferragamo ed il suo importante lavoro creativo nel campo della pelletteria e della calzatura in particolare, dal suo ritorno in Italia nel 1927 fino al 1960, anno della sua morte ed è arricchita anche dalla produzione di calzature successiva alla morte di Salvatore Ferragamo fino ai giorni nostri.
Antico Setificio Fiorentino – Nello storico quartiere di San Frediano, c’è un luogo in cui sembra di entrare in un mondo incantato dove il silenzio è interrotto solo dal “rumore” degli antichi telai. E’ la sede dell’Antico Setificio Fiorentino, ultimo erede dell’arte tessile del Rinascimento Fiorentino, che entra nel nuovo millennio producendo le sete più preziose.
Maestre tessitrici che si tramandano il mestiere di madre in figlia, lavorano in questa “bottega” tessendo stoffe di tradizione fiorentina, su dodici telai: sei telai a mano del ‘700 e sei telai meccanici dell”800. Le sete tessute da questi telai hanno arredato e arredano tutt’oggi le dimore più prestigiose della nobiltà italiana e internazionale, specie da quando negli anni ‘50 il marchese e stilista Emilio Pucci ha fatto conoscere le sue sete al jet set mondiale.
Se anche tu credi che la luce “è un fenomeno così magico e carico di valenze emozionali da non poter rimanere limitato al campo della tecnologia e al puro espletamento di una funzione” non puoi perdere la famosa collezione di opere d’arte contemporanea realizzate utilizzando la luce artificiale come strumento espressivo e contenuto primario al “Museo Targetti Light Art Collection“. Ideata da Paolo Targetti e curata da Amnon Barzel, fondatore e direttore artistico del Museo Pecci di Prato e dello Judisches Museum di Berlino, la Targetti Light Art Collection è il frutto di una feconda sinergia tra il mondo della ricerca scientifica e quello della creatività artistica. La collezione si compone di trenta light works, installazioni luminose su supporto verticale realizzate utilizzando la luce artificiale. Gli artisti invitati a far parte del progetto hanno lavorato in stretta collaborazione con i tecnici specializzati dell’azienda in modo da trasformare lampade fluorescenti, fibre ottiche, LED, lampade di Wood, alogene e dicroiche, schermi al plasma, tubi di neon e dispositivi cambia-colore in affascinanti vettori di emozioni. Realizzati esclusivamente su commissione, i light works hanno tutti la stessa dimensione (120 x 120 cm). Questo vincolo è stato interpretato dagli artisti non come una limitazione alla libertà espressiva ma come una sfida: la straordinaria diversità dei loro lavori testimonia ampiamente la vittoria della loro cifra stilistica e della loro ricerca concettuale sull’uniformità formale del ‘quadro luminoso’ al quale sono stati inviati a lavorare.






